Ho avuto l'opportunità, nelle trascorse due settimane, di partecipare, nella esigua quota di rappresentanza riservata all'Avvocatura, ai seminari di studio della Scuola Superiore della Magistratura sui nuovi sviluppi del diritto di fronte ai temi etici dell'inizio e della fine della vita.
Le riflessioni consapevoli sulla procreazione medicalmente assistita, sulla genitorialità intenzionale, sulla maternità surrogata, sul suicidio assistito, sulle cure palliative, sulla tutela dello status di figlio, sono partite dal percorso argomentativo, interpretativo e decisivo della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione per rimarcare la necessità, sul piano operativo, tanto in ambito civile quanto in ambito penale, del bilanciamento, in concreto, degli interessi e dei diritti fondamentali della persona in ogni singola fattispecie esaminata.
"All'inizio della vita" si é dato ampio spazio alla genetica, alla procreazione, alla gestazione, alla genitorialità, alla crioconservazione, all'aborto, distinguendo libertà, diritti, relazioni, responsabilità.
"Alla fine della vita", i temi fondamentali della dignità, della tutela della salute, dell'autodeterminazione e del diritto alla dignità del morire, e le indicazioni della Corte costituzionale, hanno fatto da cornice a questioni di disciplina procedimentale, competenza regionale e formazione degli operatori. Non é mancato il riconoscimento del delicato ruolo attribuito ai Comitati etici.
Particolarmente significativi, nel contesto interdisciplinare, i riferimenti alle proposte normative nazionali in discussione e al contesto europeo.